Le ragioni della giustizia.  L’etica delle virtù alla prova delle scienze cognitive.

978 88 3381 714 9

Sinossi

La riflessione filosofica occidentale circa i criteri secondo i quali discriminare giusto e ingiusto ha prodotto, da Platone ai giorni nostri, numerosissimi percorsi di ricerca al punto da acquisire uno status di disciplina autonoma meglio nota come etica normativa.

Nel dibattito contemporaneo, tre sono le teorie più rilevanti e più discusse: l’etica del dovere, l’etica utilitarista e l’etica delle virtù. Fra queste l’etica delle virtù sembra essere la più promettente in quanto meno esposta alle contraddizioni derivanti da conflitti morali irrisolvibili. Se da un punto di vista teorico questo è vero, le cose cambiano se si tiene conto dei risultati sperimentali prodotti dalle scienze cognitive negli ultimi decenni. In particolare, le evidenze raccolte dalla psicologia morale e dalle neuroscienze ridimensionano fortemente il campo d’azione della ‘phronesis’ (la saggezza pratica), capacità che l’individuo virtuoso, per essere tale, dovrebbe utilizzare in ambito morale al fine di scegliere un giusto mezzo tra due estremi. È dunque lecito chiedersi come sia possibile integrare evidenze scientifiche e teorie morali, e fino a che punto.

«Uno degli aspetti che distingue il lavoro di questo giovane ricercatore è proprio la capacità di integrare conoscenze provenienti da diversi ambiti disciplinari – un approccio multifocale che non si limita all’inclusione nella ricerca di temi di interesse comune a studiosi e studiose di aree disparate, ma diventa una vera e propria scelta di campo metodologica, basata sull’intreccio tra argomentazioni filosofiche e analisi dei risultati sperimentali. Più nello specifico, la ricerca qui presentata affronta uno dei temi più dibattuti e controversi del dibattito filosofico contemporaneo, ovvero come le scoperte empiriche possano influire sulla nostra comprensione di concetti quali quelli di ‘razionalità’, ‘responsabilità’ e ‘moralità’. In particolare, l’analisi si concentra sull’etica delle virtù, qui proposta come una prospettiva più solida rispetto alle alternative deontologiche e consequenzialiste, e guarda anche al rapporto tra ragione e passioni nell’esercizio della moralità».  [Dalla prefazione di Sofia Bonicalzi, professoressa associata di Filosofia morale presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi di Roma Tre]

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