Il profilo specialistico dei medici a Roma e nell’epigrafia dell’Italia romana (I a.c. – II d.c.): chirurgus, ocularius, clinicus, iatralipta e il loro ambiente professionale e sociale.

Epigrafia dei medici vol. 1 Copertina web

Sinossi

 L’ars medica nella civiltà romana antica e la sua peculiare evoluzione sono argomenti che, nel corso del tempo, si sono prestati a diversi approcci metodologici di indagine. Vari specialisti, in funzione delle specifiche competenze, si sono dedicati alla stesura di studi su questo aspetto della quotidianità dell’antica Roma, per molti versi ancora sconosciuto. Questo studio è rivolto all’approccio alla dimensione epigrafica, e vuole prendere in considerazione l’immagine e la sostanza di questi medici percorrendo una strada diversa: quella del ricordo, quella dell’analisi delle testimonianze lapidee elaborate e fatte esporre dai medici stessi, o dai loro cari, per cercare di varcare il confine del tempo ed essere eternati.  Grazie all’analisi di una serie di reperti provenienti da Roma città e dalle Regiones dell’Italia cercheremo di indagare la condizione sociale di questi medici in funzione dei vari contesti in cui esercitarono la loro ars, valutando la scelta operata nei termini utilizzati nelle iscrizioni e il loro uso proprio in funzione dello “spettatore” sociale cui ci si rivolgeva.  L’epigrafia ci offre dunque una nuova possibilità di indagine, anche in funzione del fatto che la professio medica è la più citata attività professionale di tipo privato che si riscontra tra tutte le iscrizioni conosciute. Tra le iscrizioni giunte fino a noi nella vastità di quella che fu la kοινή greco-romana, esamineremo le manifestazioni di un processo, come vedremo, prettamente italico: la menzione epigrafica della specializzazione del medicus.

Altri articoli