Il profilo dei medici nell’epigrafia delle province occidentali (I a.c. – II d.c.): il loro ambiente professionale e sociale.

Epigrafia dei medici 2 Versione per il web (1)

Sinossi

Rappresentando graficamente la distribuzione dei testi relativi alla pro­fessione medica nelle regioni occiden­tali dell’impero romano si evidenzia immediatamente una forte disparità di rappresentazione epigrafica. Alcune province hanno restituito finora un numero piuttosto impor­tante di epigrafi di medici, come le Germaniae (con 10 epigrafi) e la Gal­lia Narbonensis (con in 11 epigrafi), o la Britannia (5 epigrafi), mentre in altre le attestazioni sono decisamente minori, come l’Hispania (in totale 14 considerando la Lusitania, la Baetica e la Tarraconensis). Certamente la forte militarizzazione di alcune aree e le re­lative menzioni di “medici militari” ha inciso su questi dati.  La divisione per regioni non ri­guarda l’origo del medicus o della medica menzionati, ma solo il luo­go di rinvenimento del testo epi­grafico. Effettivamente, alcune di queste evidenze sono scritte in greco, a dimostrazione che i me­dici si spostavano al di fuori non solo della propria città di nascita ma anche della propria provin­cia.  I casi sono davvero tanti e non è possibile, con certezza e rego­larità, estrapolare informazioni sulla provenienza di origine da ogni epigrafe. Per questo motivo il dato è stato ignorato e gli è stato preferito quello del locus inventionis.

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