“Quello che so di me” è un viaggio in tre atti nell’anima di un ragazzo romano di appena 18 anni. La prima sezione nasce sulle strade di Roma, quelle sconnesse, pulsanti di vita e raccontate senza filtri dalla capacità espressiva del dialetto romanesco. La vita ordinaria della capitale e le sue singolari vicissitudini sono il soggetto principale di questa sezione. Immagini vivide di una quotidianità autentica (che sembra ormai perduta) diventano spunti per considerazioni bonarie, che nascondono un velo di spensierata ironia. Poi il ritmo cambia e la penna si fa più riflessiva. Nei Pensieri in prosa, il protagonista mette a nudo le sue inquietudini, le sue osservazioni taglienti su una società in rapida trasformazione e su come l’uomo possa vivere e non sopravvivere in questo nuovo caotico millennio. Il culmine del percorso interiore si raggiunge con le Poesie in italiano, terza e ultima parte. Qui, l’Autore approda ad una nuova consapevolezza. Il contenuto si arricchisce e i versi si fanno eleganti. Le poesie appaiono più composte. “Quello che so di me” è un’opera profonda, innovativa, che mostra le metamorfosi del mondo attraverso gli occhi di un adolescente nato e cresciuto nel pieno della febbre tecnologica. Un racconto poetico che parla ai cuori, e li induce alla riflessione, in una società così distante, fredda, che talvolta sembra lasciarci indietro, storditi dallo strepito tumultuoso del progresso.


