Il mappamondo corona lo stereo. In stanza non c’è biglietteria che possa mettere freni alla voglia di partire. La cornice del milieu ha bisogno di conferme: i libri alle pareti, sulle mensole i dischi della rivoluzione digitale tronfiamente sbandierata e romanticamente smentita dalla riesumazione del vinile. Si ritorna sempre oltreoceano, corteggiati dalla perenne immagine aurea: quel che si propina a migliaia di chilometri di distanza è il meglio a cui si possa ambire. Per chi crede ancora nei western.
Un viaggio onirico nel tempo e nello spazio della musica, incontrando artisti da disvelare per porre domande su alcuni grandi temi. E forse cavare delle possibili risposte.


